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CHIAMARE

Le parole e i verbi del Vangelo
Chiamare
Le parole e i verbi del Vangelo
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Tutte le letture della liturgia eucaristica odierna (domenica 7 maggio 2017) sono attraversate dal verbo CHIAMARE, come si può vedere nelle citazioni qui sotto:
“Per voi infatti è la promessa e per i vostri figli e per tutti quelli che sono lontani, quanti ne chiamerà il Signore Dio nostro” (Atti 2)
“A questo infatti siete stati chiamati, perché anche Cristo patì per voi, lasciandovi un esempio, perché ne seguiate le orme” (1Pt 2)
“Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori” (Gv 10)

La ricorrenza insistente del termine ci spinge a fare qualche considerazione. Anzitutto, sarà importante stabilire il soggetto e l’oggetto, anzitutto CHI chiama e  CHI viene chiamato, e poi chi e come può rispondere.

UNO SOLO è COLUI CHE CHIAMA
Dal testo biblico appare evidente che uno solo chiama, il Signore, o meglio ancora il Buon Pastore. La sua chiamata avviene sempre a fin di bene, nell’interesse di chi viene chiamato: infatti, l’unico scopo del Buon Pastore è quello di proteggere il suo gregge, fino al punto di dare la vita per le sue pecore.

CHI VIENE CHIAMATO?
La promessa di salvezza è per tutti, come dicono gli Atti: “Per voi è la promessa e per quanti ne chiamerà il Signore…”. Ma noi sappiamo che la chiamata è per tutti, giusti e peccatori, poiché Cristo è morto sulla croce per giustificare tutta l’umanità.

Perché veniamo chiamati?
Nella sua Prima Lettera Pietro dice che veniamo chiamati da Cristo, che patì per noi, affinché ne seguiamo l’esempio. Così come Cristo ha offerto in sacrificio sé stesso per la salvezza di tutto il popolo, anche noi siamo chiamati a offrire in sacrificio noi stessi per il bene dei nostri fratelli.

CHIAMATI ALLA MISERICORDIA
Lo scopo della chiamata è quello di far crescere in noi sentimenti di carità e misericordia per il nostro prossimo. Siamo chiamati a imitare Cristo offrendo noi stessi in un sacrificio d’amore quotidiano verso chi ha bisogno del nostro aiuto amorevole.

GESù CHIAMA LE PECORE UNA PER UNA
La chiamata di Gesù non è genericamente “per tutti”, ma specificamente per ciascuno: Gesù chiama singolarmente, PER NOME, ciascuno di quelli che invita a seguirlo. Chiama continuamente. Però Gesù non ti chiama sul cellulare. Puoi sentire la sua chiamata se ti fermi un momento. Forse la lettura di questo brano è proprio un’altra chiamata per te.

Ecco i brani completi della liturgia odierna:

PRIMA LETTURA (At 2,14a.36-41)
Dio lo ha costituito Signore e Cristo.
Dagli Atti degli Apostoli
[Nel giorno di Pentecoste,] Pietro con gli altri Undici si alzò in piedi e a voce alta parlò così: «Sappia dunque con certezza tutta la casa d'Israele che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso».
All'udire queste cose si sentirono trafiggere il cuore e dissero a Pietro e agli altri apostoli: «Che cosa dobbiamo fare, fratelli?».
E Pietro disse loro: «Convertitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e riceverete il dono dello Spirito Santo.
Per voi infatti è la promessa e per i vostri figli e per tutti quelli che sono lontani, quanti ne chiamerà il Signore Dio nostro».
Con molte altre parole rendeva testimonianza e li esortava: «Salvatevi da questa generazione perversa!». Allora coloro che accolsero la sua parola furono battezzati e quel giorno furono aggiunte circa tremila persone.
Parola di Dio.

SECONDA LETTURA (1Pt 2,20b-25)
Siete stati ricondotti al pastore delle vostre anime.
Dalla prima lettera di san Pietro apostolo
Carissimi, se facendo il bene, sopporterete con pazienza la sofferenza, ciò sarà gradito davanti a Dio. A questo infatti siete stati chiamati, perché anche Cristo patì per voi, lasciandovi un esempio, perché ne seguiate le orme: egli non commise peccato e non si trovò inganno sulla sua bocca; insultato, non rispondeva con insulti, maltrattato, non minacciava vendetta, ma si affidava a colui che giudica con giustizia.
Egli portò i nostri peccati nel suo corpo sul legno della croce, perché, non vivendo più per il peccato, vivessimo per la giustizia; dalle sue piaghe siete stati guariti.
Eravate erranti come pecore, ma ora siete stati ricondotti al pastore e custode delle vostre anime.
Parola di Dio.

VANGELO (Gv 10,1-10)
Io sono la porta delle pecore.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse: «In verità, in verità io vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un'altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore.
Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori. E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce. Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei».
Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro.
Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo.
Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza».
Parola del Signore.


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