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RICONOSCERE. Parole e verbi del Vangelo

RICONOSCERE
Le parole e i verbi del Vangelo
RICONOSCERE
“Ma i loro occhi erano incapaci di riconoscerlo” (Lc 24,16)



Il vangelo di questa domenica (vedi il testo in fondo alla pagina) racconta l’incontro dei discepoli di Emmaus con Gesù. Mentre Cleopa e il suo amico sono in viaggio verso un villaggio fuori Gerusalemme, Gesù si accompagna a loro e partecipa alla loro discussione, ma essi, pur essendo stati suoi discepoli, non lo riconoscono.
“Riconoscere” può avere diversi significati. Si può riconoscere un luogo, una persona, un oggetto, oppure si può riconoscere l’oggettività o l’incoerenza di un fatto, o ancora si possono riconoscere le caratteristiche positive o negative di una persona.
Certamente quello che i discepoli di Emmaus non riconoscono va oltre i lineamenti e i tratti fisici della persona. Altre traduzioni del Vangelo dicono che “i loro occhi erano impediti a riconoscerlo”.
La spiegazione sta poche righe più av anti, quando Gesù chiede di essere meglio informato sui fatti di cui discutono e gli rispondono che stanno parlando di “Tutto ciò che riguarda Gesù Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo”
Dunque, loro conoscono Gesù Nazareno come un potente profeta, un guaritore e un maestro di vita, ma quello che hanno davanti non è questo: Egli è il Risorto, il Figlio di Dio. Sotto questo aspetto, non lo riconoscono. Non sono ancora pronti a riconoscerlo come fa Tommaso: “Mio Signore e mio Dio!”

RICONOSCERE LA DIVINITA’ DI GESU’
Oggi pochissime persone al mondo, compresi i non credenti, hanno difficoltà a riconoscere in Gesù un maestro di vita, profeta, guaritore. Quasi nessuno mette più in discussione la storicità della sua esistenza e l’annuncio di un messaggio nuovo e sconvolgente che ha cambiato lo sviluppo dell’umanità.
Quanti però, dei non credenti, lo riconoscono nella sua divinità, come Figlio di Dio e Signore? Questo aspetto viene negato con decisione.
Talvolta noi stessi credenti vediamo in lui un dispensatore di grazie, di miracoli e di frasi celebri, qualcuno da pregare nei  momenti di bisogno o da citare nei nostri incontri parrocchiali.
Moltissimi cristiani ricorrono a lui solo nei momenti di disperazione e di bisogno, e in questo senso imitano i discepoli di Emmaus, i cui occhi sono impediti a riconoscere Gesù, perché vedono in lui il guaritore DA PREGARE e non il Figlio di Dio DA ADORARE.
Allora, secondo questo brano del Vangelo, RICONOSCERE non significa solo attivare la memoria fotografica del nostro cervello, servendoci degli occhi, ma soprattutto significa intuire l’invisibile servendoci del cuore e della Sapienza donata dallo Spirito Santo.
RICONOSCERE IL DIVINO
La difficoltà a riconoscere il divino che è in Gesù diventa difficoltà a riconoscere il divino che è in tutte le persone che ci circondano, in quanto figli e figlie di Dio.
Quando riconosciamo Gesù solo per quello che ci serve lo riconosciamo con la pancia e non con il cuore.
Con lo stesso metro, riconosciamo le persone che stanno attorno a noi solo per quello che ci servono. Se qualcuno può farci dei favori coltiviamo la sua amicizia, mentre con quelli da cui non ci aspettiamo niente assumiamo un atteggiamento di indifferenza se non di rifiuto.
ESSERE RICONOSCIUTI
Quanto sia doloroso essere riconosciuti solo per quello che appare dall’osservazione esteriore lo sperimentiamo noi stessi, quando il metro di ogni giudizio che gli altri formulano nei nostri confronti è basato su ciò che gli occhi degli altri vedono di noi e non anche sull’invisibile che abita in noi, quello che tutti potrebbero vedere se ci guardassero con il cuore anziché con gli occhi.
Purtroppo, spesso veniamo riconosciuti con lo stesso metodo che applichiamo noi stessi nel “riconoscere” gli altri.
UN NUOVO MODO DI RICONOSCERE
Per evitare di parlare con qualcuno senza riconoscerlo, o addirittura di compiere lunghi cammini, anche interi brani di vita, senza sapere esattamente con chi stiamo condividendo il nostro cammino, sarebbe importante guardarlo con il cuore, scrutare il suo invisibile anziché limitarci a un riconoscimento esteriore ed affrettato.
VANGELO (Lc 24,13-35)
I discepoli di Emmaus
13Ed ecco in quello stesso giorno due di loro erano in cammino per un villaggio distante circa sette miglia da Gerusalemme, di nome Emmaus, 14e conversavano di tutto quello che era accaduto. 15Mentre discorrevano e discutevano insieme, Gesù in persona si accostò e camminava con loro. 16Ma i loro occhi erano incapaci di riconoscerlo. 17Ed egli disse loro: «Che sono questi discorsi che state facendo fra voi durante il cammino?». Si fermarono, col volto triste; 18uno di loro, di nome Clèopa, gli disse: «Tu solo sei così forestiero in Gerusalemme da non sapere ciò che vi è accaduto in questi giorni?». 19Domandò: «Che cosa?». Gli risposero: «Tutto ciò che riguarda Gesù Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo;20come i sommi sacerdoti e i nostri capi lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e poi l'hanno crocifisso.21Noi speravamo che fosse lui a liberare Israele; con tutto ciò son passati tre giorni da quando queste cose sono accadute.22Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; recatesi al mattino al sepolcro23e non avendo trovato il suo corpo, son venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. 24Alcuni dei nostri sono andati al sepolcro e hanno trovato come avevan detto le donne, ma lui non l'hanno visto».
25Ed egli disse loro: «Sciocchi e tardi di cuore nel credere alla parola dei profeti!26Non bisognava che il Cristo sopportasse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». 27E cominciando da Mosè e da tutti i profeti spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.28Quando furon vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano.29Ma essi insistettero: «Resta con noi perché si fa sera e il giorno gia volge al declino». Egli entrò per rimanere con loro.30Quando fu a tavola con loro, prese il pane, disse la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. 31Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma lui sparì dalla loro vista. 32Ed essi si dissero l'un l'altro: «Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture?». 33E partirono senz'indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, 34i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone». 35Essi poi riferirono ciò che era accaduto lungo la via e come l'avevano riconosciuto nello spezzare il pane.

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