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Fossero tutti profeti nel regno di Dio!

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Fossero tutti profeti nel regno di Dio!
Eldad, Medad e lo zelante GiosuèEldad, Medad e lo zelante Giosuè

Il 14 marzo 2013 il Rinnovamento ha festeggiato la ricorrenza della approvazione ricevuta dalla CEI. In proposito, vogliamo ricordare un episodio. Nella Convocazione di Rimini del 2008 padre Raniero Cantalamessa tenne una meditazione indimenticabile sulla profezia. Nel corso dell’intervento citò un episodio biblico:
“Il libro dei Numeri narra cosa successe quando Mosè, nella tenda del convegno, trasmetteva lo Spirito profetico ai settanta anziani: due uomini, Eldad e Medad, non erano con gli altri nella tenda, ma lo Spirito Santo scese su di loro in maniera ancora più visibile che su quelli che erano nella tenda e cominciarono a profetare”. (cf. Num 11, 24-30).
Proseguiamo con un commento pubblicato successivamente in rete:
“Il gruppo di anziani vive una forte esperienza dello spirito Dio e parla, profetizza. In tutta questa gioia ed esultanza sorge un problema: “nell’accampamento, erano rimasti due uomini uno chiamato Eldad e l’altro Medad. E lo spirito si posò su di loro; erano fra gli iscritti, ma non erano usciti per andare alla tenda. Si misero a profetizzare” nell’accampamento” anche loro.
Subito parte la notizia dell’avvenimento e, purtroppo, prima ancora parte il giudizio e la condanna verso i due nuovi profeti: “
Il giovane Giosuè corse ad annunciarlo a Mosè e disse: «Mosè, mio signore, impediscili!».
Sicuro che devono essere fermati! Come si sono permessi di essere profeti se sono rimasti fuori dalla tenda del raduno?
Dov’è poi la colpa se lo spirito ha dato anche a loro, i “lontani” dalla tenda, la possibilità di parlare a nome di Dio?
Mosè gli rispose: «Sei tu geloso per me? Fossero tutti profeti nel popolo del Signore e volesse il Signore porre su di loro il suo spirito!».


Anche padre Cantalamessa, al di fuori del testo ufficiale dell’intervento, rivolto alla platea del Rinnovamento commentava così:
“Anche oggi ci sono molti zelanti che corrono dal Papa e gridano: Santità, vedi questi del Rinnovamento? Come si permettono di fare quello che fanno? Chi li autorizza? Presto, falli smettere”. Ma il Papa (tutti, da Paolo VI in poi) rispondeva profeticamente come Mosè: “Siete forse gelosi? Fossero tutti profeti nel popolo di Dio!”
Nel 2008 il RnS era ancora in attesa di una approvazione ufficiale da parte della Chiesa, che arrivò poi il 14 marzo del 2002.
Oggi il Rinnovamento è qui, più forte che mai per grazia di Dio e con l’affetto della Chiesa, a dispetto di tutti gli zelanti gelosi di ogni tempo.
E’ straordinario come i cristiani riescano a perseguitarsi tra loro senza alcun vantaggio apparente.  Di fatto, tutte le persecuzioni (come attualmente nel medio oriente) seppure mascherate dal fanatismo, hanno come fine ultimo e inconfessato quello di distruggere i cristiani per impadronirsi dei loro beni, case e terreni. Si sa, il denaro muove il mondo. Ma cosa muove gli atteggiamenti di rifiuto, condanna, giudizio, ostracismo di molte persone “per bene” nei confronti di altre, magari tra i muri della stessa sacrestia?
Padre Cantalamessa continua così il proprio intervento
“Fossero tutti profeti nel popolo!” è stata l’esclamazione di Mosè ed è la stessa della Chiesa oggi. Il mondo ha bisogno di sentire il lieto annuncio, parole buone, ha bisogno di evangelizzazione. Noi stessi sentiamo la necessità di ascoltare e di capire le cose di Dio e allorquando troviamo qualcuno che ci spezza la Parola con amore, con convinzione, con gioia, non facciamo fatica a riconoscere in lui l’opera dello Spirito di Dio. “Fossero tutti profeti nel popolo!”
La riscoperta della profezia biblica, come in quella dei carismi in genere, si ha con il Concilio Vaticano II. Con il suo accento sulla Chiesa-popolo di Dio, il concilio ha ricreato uno spazio per la dialettica fra istituzione e carisma e ha rimesso in luce il carattere profetico di tutto il popolo cristiano. Cristo, dice un testo conciliare, compie il suo ufficio profetico nella Chiesa “non solo per mezzo della gerarchia, la quale insegna in nome e con la potestà di Lui, ma anche per mezzo dei laici che perciò costituisce suoi testimoni” [8].

 


Il Rinnovamento nello Spirito, insieme con altre realtà del post-concilio, rappresenta l’attuazione di questa riscoperta nella vita della Chiesa. Segna il passaggio dai documenti alla vita. Esso è un movimento profetico ancora prima che un movimento carismatico. È la riscoperta e la proclamazione della signoria di Cristo che, abbiamo visto, rappresenta la quintessenza della profezia cristiana. A trent’anni di distanza ancora ritrovo dentro di me l’emozione al sentire quarantamila persone intonare di sera, nello stadio di Kansas City: “He is Lord, He is Lord. He’s risen from the dead and He is Lord. Every kneel shall bow, every tongue confess that Jesus Christ is Lord”. Che cosa ci impedisce di ripetere qui quell’esperienza? Gesú non ha cessato nel frattempo di essere il Signore e noi lo vogliamo proclamare cantando quelle solenni parole, prima in inglese (chi lo sa) e poi in italiano…
Lo scorso Venerdì Santo, parlando dell’unità dei cristiani, nella Basilica di S. Pietro, alla presenza del Santo Padre, ho rievocato un momento di quell’incontro. Una sera, al microfono, uno degli animatori cominciò a parlare in un modo, per me, a quel tempo, strano: “Voi sacerdoti e pastori, piangete e fate lamento, perché il corpo del mio Figlio è spezzato… Voi laici, uomini e donne, piangete e fare lamento perché il corpo del mio Figlio è spezzato”.
Cominciai a vedere le persone cadere una dopo l’altra in ginocchio intorno a me e molte di esse singhiozzare di pentimento per le divisioni nel corpo di Cristo. E tutto questo mentre una scritta campeggiava da una parte all’altra dello stadio: “Jesus is Lord, Gesú è il Signore”. Io ero lì come un osservatore ancora assai critico e distaccato, ma ricordo che pensai tra me: Questa è una profezia per la Chiesa. Se un giorno tutti i credenti saranno riuniti a formare una sola Chiesa, sarà così: mentre saremo tutti in ginocchio, con il cuore contrito e umiliato, sotto la grande signoria di Cristo.
Paolo VI, ricevendo il Rinnovamento carismatico, nel 1975, disse che il suo motto avrebbe potuto essere la frase dell’inno di sant’Ambrogio: “Laeti bibamus sobriam profusionem Spiritus”: sperimentiamo con gioia la sobria ebbrezza dello Spirito. Io però ho sempre pensato che un motto ancora più pertinente è la frase del salmo che qualcuno applicò fin dagli inizi al Rinnovamento: Reddite Deo potentiam suam (Sal 67, 35): Restituire il potere a Dio!
(2008-05-03- XXXI Convocazione Nazionale del Rinnovamento nello Spirito, Rimini)

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