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A proposito di fiumi che scorrono

Riflessioni senza pretese
A proposito di fiumi che scorrono
A proposito di fiumi che scorrono.
RENZI E PAPA FRANCESCO, GUFI E CASTORI

Ovvero: a ciascuno il suo animale. Renzi non fa che lamentarsi dell’azione negativa dei “gufi”. Naturalmente non si riferisce ai graziosi volatili notturni, ma alle persone che ne incarnano l’indole e la fama: pare infatti che udire il canto del gufo all’alba sia foriero di sventure, dunque il presidente del consiglio definisce “gufi” gli iettatori e tutti quelli che, semplicemente aprendo la bocca, recano danno alla sua opera.
Incarnare in un animale le nostre paure e i nostri pregiudizi è sempre stato uno sport molto praticato. Definiamo abitualmente “iene”, “porci”, “vermi” e via dicendo molte persone di cui non abbiamo grande stima e che, in genere, ostacolano la realizzazione dei nostri progetti.
Naturalmente, più un personaggio è in vista, più deve temere queste insidie zoologiche. E chi mai è più in vista di papa Francesco?
Se potessi indicargli una categoria di animali da cui si dovrebbe guardare, non avrei esitazioni e punterei il dito sui castori.
Eh già, proprio quei graziosi animaletti semi-acquatici che vivono lungo i corsi dei fiumi, e vengono esaltati da molti documentari faunistici come dotati di intelligenza ingegneristica e abilità costruttiva. Ciò non sarebbe un male, se non per il fatto che l’opera dei castori consiste nel costruire dighe, mentre papa Francesco è un irresistibile fautore della necessità che la novità del Vangelo scorra nel mondo, proprio come un fiume.
Un esempio fra mille:
“È necessario pregare perché la Chiesa possa sempre far scorrere l’acqua della grazia, sia sempre fondata su Cristo e gli rimanga fedele,” Lo ha raccomandato Papa Francesco nella messa celebrata a Santa Marta. Poi ha tratto dalla prima lettura (Ezechiele, 47) l’icona del fiume di acqua viva che sgorga dal Tempio e che allieta la città di Dio. (dall’Osservatore Romano).
E come non ricordare l’intervento di Papa Francesco alla 38° Convocazione del RnS?
Il Papa ha ricordato che "questa corrente di grazia ci porta avanti in un cammino di Chiesa che in Italia ha dato molto frutto. Ma a cosa serve un Movimento nella Chiesa se non c'è una corrente di grazia che scorre?”
E Salvatore Martinez aggiunge: « Ogni corrente di grazia cammina lungo un fiume che scorre, con degli argini, con un letto, con una sorgente che è Dio. Lasciate "scorrere il fiume!”

L’opera innovatrice che papa Francesco sta portando avanti nella Chiesa è veramente la grazia del secolo, donata dallo Spirito Santo per la nostra umanità, per un mondo che soffre e non riesce a lenire le sue ferite, per un mondo che ha fame e sete di misericordia ma non ne trova. La misericordia di Dio è un fiume che sgorga dal costato di Cristo e scorre tra le paludi malate, porta salute e grazia, elimina ogni carestia materiale e spirituale, rende vivo ciò che è morente.
Purtroppo, su questo fiume di grazia che papa Francesco vorrebbe veder scorrere placido e potente, si insediano i suoi critici, i detrattori, usiamo pure un termine laico, gli iettatori, i costruttori di dighe, appunto, i “castori spirituali”.

Non lo fanno per cattiveria: il loro istinto è quello, non sanno fare altro. Costruiscono dighe per il loro interesse personale, la loro bottega, la loro affermazione, oppure anche per miopia, per ripicca, per gusto di opposizione.
Magari lo fanno per affermare il loro potere di controllo e dunque pongono freni, citano riferimenti ad una tradizione che deve restare immutabile, si inventano cavilli e problemi di coscienza, si ergono a difensori di ideali presenti solo nella loro fantasia.

Costruiscono dighe perché la loro visione del fiume è limitata al metro quadrato che sta sotto la loro pancia, non hanno occhi per vedere oltre, sono indifferenti ai bisogni di chi, più a valle, invoca acqua feconda e portatrice di vita.
Pensano che il fiume sia stato creato solo per loro, e si arrogano il diritto di sfruttarlo a proprio esclusivo comodo, costruendo dighe. Purtroppo queste frenano il fiume, creano zone di acqua stagnate e lo inquinano con i rifiuti degli abitanti.
Per una volta voglio essere poco ecologista; spero che papa Francesco riesca a spazzare via queste ostruzioni della grazia, questi parassiti fluviali. Forza papa Francesco, siamo con te.


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