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Discernere il carisma di un gruppo

Vita comunitaria
Discernere il carisma di un gruppo
“Vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto”
Quale è IL CARISMA DEL MIO GRUPPO?

Questo il tema di un brillantissimo intervento di Antonella Fraioli, coordinatrice diocesana del RnS di Latina, durante un incontro del gruppo Piccola Bethlem.
L’intervento partiva dalla considerazione che tutti siamo chiamati alla missione evangelizzatrice della Chiesa, ma “a ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per il bene comune”, cioè a ciascuno è dato un carisma particolare da esercitare nell’ambito della missione più generale.
Per servire il Signore secondo la sua volontà, occorre fare discernimento sul carisma, cioè sulla missione particolare a cui si è stati chiamati. Ciò vale per le singole persone, ma anche per le aggregazioni, come i gruppi e le comunità.
Talvolta il discernimento non c’è, o viene delegato alle intuizioni umane delle guide.
Antonella ha citato l’esempio del vasaio, il quale, quando fabbrica un vaso, lo fa per adibirlo a usi nobili o umili, secondo la sua volontà. Quando il vaso non riesce bene come lui vorrebbe, ammassa l’argilla e la reimpasta per lavorarla nuovamente.
Quando un gruppo non si lascia impastare dal vasaio ma vuole impastarsi secondo i suoi desideri e le sue ambizioni, finisce per essere reimpastato: cioè passa attraverso difficoltà, sofferenze, cadute, traumi, e vive frequentemente la sensazione che anni di lavoro siano stati inutili e sia necessario ricominciare tutto daccapo.
Occorre discernere la volontà del vasaio, cioè l’uso a cui il gruppo è stato destinato, e dunque la sua missione e il suo carisma, rinunciando a ogni disegno o preferenza umana.
Il discernimento va fatto con umiltà. Ciò detto, Antonella ha fornito una serie di strumenti spirituali utilissimi per aiutare un gruppo a riconoscere e seguire con fedeltà la strada tracciata per lui, nel rispetto della parola del divino Vasaio: “Voi siete miei amici, se farete ciò che io vi comando” (Gv 15).
Al termine il parroco p. Adalberto ha concluso l’incontro con raccomandazioni spirituali per vivere la preghiera come rapporto intimo e diretto con Dio.


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