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Inondiamo l'Italia di presepi

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Inondiamo l'Italia di presepi
Rispetto delle culture? Cominciamo con la nostra
INONDIAMO L’ITALIA DI PRESEPI
Anche quest’anno si riproporrà in molte scuole e ambienti pubblici l’assurda commedia di chi vuole proibire i presepi, in nome di un improbabile “rispetto delle culture”.
Rispetto? Si tratta solo di una tragicomica invenzione per apparire più radical-chic tra i colleghi, in effetti dubito che a qualcuno di questi campioni interessi la sensibilità degli altri, altrimenti avrebbero cura anche della sensibilità dei cristiani.
Con lo stesso criterio questi signori, se invitassero a casa un inglese, dovrebbero sradicare il bidet dal bagno perché tale accessorio non fa parte della cultura inglese.
Per la verità, si vedono più inglesi perplessi davanti a un bidet che non mussulmani perplessi davanti a un presepio. Dunque, dov’è il problema? Negli occhi di chi guarda o nella testa di chi se lo crea?

L’ORGOGLIO DI ESSERE CRISTIANI
Credo che nella totale e assoluta mancanza di valori e di riferimenti, tipica dei nostri tempi, dovremmo tutti recuperare l’orgoglio delle nostre origini cristiane e dovremmo sostenere i nostri simboli e le nostre tradizioni, come, per esempio, il presepio nel tempo natalizio. L’invito è quello di inondare, quest’anno, l’Italia di presepi: ogni persona, gruppo, associazione, in ogni luogo promuova il presepio come manifestazione di fede e testimonianza della nostra civiltà. Creiamo un “gruppo presepio” nei nostri posti di lavoro, chiediamo ai Comuni di poter esporre un presepio nelle piazze delle nostre città.

IL CORAGGIO DEI CONIGLI
In questi giorni alla scuola elementare Matteotti di Firenze, per non discriminare studenti appartenenti ad altre religioni non cristiane, viene annullata la visita alla prestigiosa mostra “Bellezza Divina” in corso a Palazzo Strozzi. Pazienza: del resto, chi l’ha annullata non avrebbe avuto cervello capace di comprenderla.
Nello stesso tempo in un’altra città, Lucca, tra qualche giorno sarà inaugurato il Fotolux Festival, biennale internazionale di fotografia, dove sarebbe prevista l’esposizione di un’immagine scattata da un “artista” che mostra un crocifisso immerso in un barattolo di urina. Questa sì che è arte! Altro che la “Bellezza Divina”!
Due pesi e due misure? Non è un problema di simpatie.
Nei confronti di alcuni settori si temono le reazioni e dunque si sta ben attenti a quel che si dice e si fa, con la scusa del “rispetto delle culture”.
Con altri, sapendo che non reagiranno, si sfodera tutta la più meschina vigliaccheria. Diciamo la verità: non si tratta di rispetto delle culture, ma di codardia galattica.
In effetti questi campioni di falso laicismo sono soltanto dei piccoli individui frustrati, simili a quell’impiegato che, non potendosi sfogare con il capufficio, se la prende con il fattorino.
Della stessa pasta sono certi pseudo-garantisti che vogliono vietare i crocifissi in aula e i presepi, in nome del rispetto delle culture. E se cominciassero a rispettare la cultura cattolica?


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