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Intercessione, la preghiera della misericordia

Preghiere e modi di pregare
Intercessione, la preghiera della misericordia
Guarigione, liberazione, consolazione
Intercessione, la preghiera della misericordia
Da un intervento di P. Matteo La Grua sulla rivista “Rinnovamento nello Spirito” del settembre 1995. Un testo denso di richiami biblici, con materiale utilissimo per una meditazione o un insegnamento.
Premesso che quando noi, come figli, ci rivolgiamo a Dio, è sempre Cristo che prega in noi, e che anche quando avviene una guarigione, una liberazione, una consolazione di spirito, è sempre Cristo che guarisce, libera e consola, diamo qui una traccia sulle due forme di preghiera: preghiera dello Spirito e preghiera della fede
La preghiera della fede
A nessuno sfugge l'importanza della fede, senza la quale non possiamo piacere a Dio. Si rivisitino i testi numerosissimi del Nuovo Testamento riguardanti la necessità della fede e la potenza della fede.
Lo dice Gesù nel Vangelo (cfr. Mt 17,20. 21,21; Mc 11, 22-23; Lc 17,6); lo ripete Giacomo: "La preghiera fatta con fede salverà il malato... pregate gli uni per gli altri per essere guariti. Molto vale la preghiera del giusto fatta con insistenza" (GC 5,15-16).
Gli ostacoli alla preghiera di fede sono il dubbio e il disaccordo, come è detto in Mt 18,19-20 e in Mc 11,23-25.
L'atto di fede è l'assenso della mente alla Parola rivelata. La fede in Dio esclude ogni dubbio ed ogni esitazione "del cuore".
E quella fede che ci accosta ad Abramo, il quale credette alla promessa “contro ogni speranza" o ragionevolezza umana.
Quella fede che ci accosta a Maria che credette ( "beata lei che ha creduto” Lc I ,45) all' adempimento in lei, con l'Incarnazione del Figlio di Dio, della promessa messianica fatta ad Abramo.
Per rendere più efficace la preghiera, bisogna centrare il bersaglio, battere con insistenza sullo stesso punto fin quasi a stancare Dio: "Voi che rammentate le promesse del Signore, non prendetevi mai riposo, e neppure a lui date riposo " (Is 62,6b-7).
Giova anche "visualizzare" in anticipo l'effetto, come già fosse "accordato": una guarigione, una liberazione, un rovesciamento di situazione. Siffatta fede è un dono che bisogna chiedere con insistenza.
La preghiera dello Spirito
"Pregate mediante lo Spirito Santo” ci dice Giuda (Gd 20). E l'Apostolo Paolo ci ammonisce: "Lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, perché nemmeno sappiamo cosa sia conveniente domandare, ma lo Spirito stesso intercede con insistenza per noi, con gemiti inesprimibili... " (Rm 8,26ss).
Perciò, come lui faceva, "Pregherò con lo spirito” (l Cor 14,15), facciamo anche noi unendo il nostro spirito allo Spirito Santo (cfr. Rm 8,16).
Due sono le condizioni che debbono accompagnare la preghiera dello Spirito: una che lega intimamente il nostro spirito allo Spirito Santo, l'altra che lega intimamente ai fratelli sofferenti per cui si prega.
Il legamento allo Spirito avviene nelle profondità del cuore, e deve metterci in sintonia con l'Agente divino: lo Spirito di Gesù.
Il legamento ai fratelli sofferenti comporta l'empatia e il prendere il peso del fratello su di noi, portare il peso del fratello, come fece Cristo che si immerse nella miseria umana con compassione (cfr. Eb 5,15), e “ha preso le nostre infermità e si è addossato le nostre malattie “ (Mt 8, 17).
Dobbiamo portare ai fratelli la consolazione di Cristo, che offre sé stesso per donare la sua pace: "Venite a me o voi tutti affaticati e oppressi, ed io vi ristorerò... " (Mt 11,28).
Se vale per tutti l'esortazione di Paolo: "Portate i pesi gli uni degli altri" (Gal 5,2), questo vale soprattutto per chi esercita il ministero di intercessione.
La preghiera nello Spirito può essere fatta con parole ed espressioni suggerite dallo Spirito Santo, o anche con preghiera silenziosa (preghiera interiore), ma la forma più tipica è la preghiera in lingue.
La preghiera in lingue, ispirata, è un dono divino, e come tale va accettato e usato. Ha molti vantaggi: fortifica l'orante e lo edifica (cfr. I Cor 14,4), costruendo l'uomo interiore: oikodomeo: costruire, mettere i blocchi l'uno sull'altro.
La preghiera in lingue costruisce pure, invisibilmente, la comunità degli oranti cementando gli uni con gli altri col vincolo dello Spirito.
La preghiera in lingue è il linguaggio dello Spirito, che "scruta i cuori... e intercede per i credenti secondo i disegni di Dio" (Rm 8,27).
La preghiera in lingue fa evitare gli impedimenti che ci possono accompagnare nella “preghiera con l’intelligenza" e ci fa toccare il cuore di Dio direttamente, senza interferenza umana: "Chi infatti parla con il dono delle lingue non parla agli uomini, ma a Dio, giacché nessuno comprende, mentre egli dice per ispirazione cose misteriose" (1Cor 14,2). Preghiamo dunque e cantiamo in lingue, con i sofferenti.
La preghiera di intercessione
La preghiera di intercessione per i sofferenti è una delle attività più preziose che può svolgere un gruppo del RnS, sia per il bene spirituale che procura a tanta gente che ricorre ad esso per avere aiuto, sia per la crescita del gruppo stesso nella carità.
Quando questa attività è svolta non saltuariamente, ma con costante assiduità, allora essa si caratterizza come un vero ministero, molto importante e certamente qualificante il Rinnovamento nello Spirito sotto il profilo socio-pastorale nella Chiesa.
In questo ministero, con il termine "intercessione' vogliamo indicare che il nostro servizio è svolto attraverso la preghiera, nelle sue più ampie modalità; e con il termine "sofferenti' vogliamo indicare i beneficiari della preghiera, i malati che hanno bisogno di guarigione, gli oppressi che hanno bisogno di liberazione, gli afflitti che hanno bisogno di consolazione.
Di qui il sottotitolo: "Preghiera di guarigione, liberazione, consolazione"
La preghiera di intercessione ci collega alla Persona di Cristo, il grande Intercessore della Nuova Alleanza.
Prefigurato nei celebri intercessori dell' Antica Alleanza: Mosè, Elia, Geremia, e soprattutto nel Servo di Jahvè (cfr. Is 53), egli, Gesù, fin dal suo primo ingresso in questo mondo offrì se stesso al Padre per la nostra salvezza (cfr. Eb 10,5-7) e, costituito Sacerdote per sempre, "nei giorni della sua vita terrena egli offrì preghiere e suppliche con forti grida e lacrime a colui che poteva liberarlo da morte e fu esaudito per la sua pietà " (Eb 5,7), e con il suo sacrificio sulla croce "ha reso perfetti per sempre quelli che vengono santificati... procurandoci così una redenzione eterna" (Eb 10,14.9,12).
La nostra attività per gli ammalati, gli oppressi, gli afflitti, ci richiama all' attività di Cristo, proclamata nella sinagoga di Nazaret (cfr. Lc 4,18-19; IS 51,1-3), e affidata come missione alla Chiesa, perché la portasse avanti fino alla consumazione dei tempi.
La preghiera di liberazione rientra nella preghiera di intercessione in quanto è anch'essa una richiesta a Dio affinché manifesti la sua misericordia.
Diamo alcune brevi indicazioni circa questa preghiera senza pretendere di esaurire l'argomento, talmente vasto da richiedere una trattazione a parte. La prima tappa della preghiera di liberazione è il momento in cui il gruppo orante sosta in preghiera per ribadire la propria fede in Gesù liberatore e per cementare la carità tra i suoi membri, in modo da costituire un muro di cinta contro i disturbi del maligno.
Uno del gruppo introduce il sofferente e tutti lo accolgono con gioia, in modo che egli si trovi a suo agio, come tra amici. Si invita il sofferente a manifestare la sua situazione. Ci si contenti di quello che egli spontaneamente dice, senza indagare soprattutto all’inizio del colloquio.
Segue un primo discernimento che serve a metterci sulla buona strada per capire se il fratello è veramente disturbato dal maligno, o se ha soltanto dei disturbi di ordine fisico o psicologico, nel qual caso amorevolmente si rimanda al medico, non senza aver fatto una preghiera di risanamento o di consolazione.
Assodato il fatto che il fratello ha bisogno di una preghiera di liberazione, si inizia la preghiera, che attraverso la luce interiore e la Parola di Dio, ci indicherà le aree dove il fratello è disturbato.
L'inizio della preghiera sarà sempre una invocazione allo Spirito Santo, che si può far seguire dalla recita delle litanie dei Santi, dalla lettura di passi del Vangelo, dalla recita di qualche salmo, dall'invocazione del Nome di Gesù, da preghiere alla Madonna, agli angeli, con grande libertà, e cercando di associare il sofferente alla nostra preghiera.
Per la preghiera specifica di liberazione si possono usare anche le rinunce battesimali con specifica rinuncia allo spirito di superbia, di lussuria, di invidia, ira, gelosia, ecc., secondo i dati del discernimento.
Se si notano legami occulti a persone o a pratiche magiche, si usi lo scioglimento attraverso le rinunce e con l'invocazione del sangue di Gesù, Se dovessero venire fuori malefici, opera daemonis, o infestazioni delle facoltà interne, è bene rimandare il sofferente al sacerdote esorcista, e ci si limiti alle preghiere suddette e all'eventuale uso "equilibrato" dell'acqua benedetta.
Nel commiato, che deve avvenire in un clima di serenità e di fiducia in Dio, si inviti il fratello all'uso frequente di sacramenti, alla preghiera, alla partecipazione a gruppi di preghiera. Il gruppo orante, secondo opportunità, durante la preghiera, usi la Parola della Bibbia, il canto in lingue, e gli eventuali altri doni di conoscenza e di esortazione, con sapienza e discrezione
La preghiera di liberazione nel Rns
Il RnS ha riscoperto, fin dal suo inizio, la preghiera di liberazione e la esercita nei gruppi a favore dei fratelli che ne fanno richiesta. E utile però ribadire le caratteristiche di questa preghiera che si distingue nettamente dall'esorcismo:
·        la preghiera di liberazione non è esorcismo contro le vessazioni del maligno, che è riservato all'autorità della Chiesa; ma è un'umile richiesta fatta a Dio a favore di un fedele disturbato dal maligno;
·        la preghiera di liberazione è una preghiera di fede, fatta nella potenza dello Spirito, dove la lode, il ringraziamento e l'intercessione si intrecciano per ottenere da Dio la grazia richiesta;
·        nella preghiera di liberazione hanno largo spazio la Parola di Dio, i doni di discernimento, di profezia, e anche il canto in lingue esercita il suo influsso contro le forze del male per la sua forza liberante;
·        il gruppo orante deve essere bene assortito, composto di persone con sano equilibrio, dotate di carismi, e guidato possibilmente da un ministero consacrato.
Per capire meglio
Sempre in occasione dell'incontro di Collevalenza, p. Matteo La Grua ha dato degli appunti, molto sintetici ed essenziali, sui fondamenti teologici e pastorali che stanno alla base della preghiera di liberazione.
·        Dio, unico principio dell'universo, è creatore di ogni cosa visibile, e ogni cosa da lui creata è buona in sé stessa.
·        Il diavolo e gli altri demoni sono diventati cattivi per propria colpa.
·        L'uomo, sedotto dal diavolo, è decaduto dal suo stato di giustizia originale, e col peccato è rimasto soggetto al potere delle tenebre.
·        Dio misericordioso ha mandato il suo Figlio per salvare l'uomo.
·        Gesù, Figlio di Dio, ha sottratto l'uomo dal potere del maligno e lo ha salvato morendo sulla croce.
·        Gesù continua la sua opera di salvezza nella Chiesa, a cui ha dato anche il potere di caccia-re il maligno.
·        La Chiesa, fedele alla missione ricevuta da Cristo, lotta contro il maligno che ostacola l'opera di salvezza, nella forza dello Spirito Santo e con tutti i mezzi forniti dal suo Fondatore.
·        Il diavolo attacca la Chiesa e le sue istituzioni per impedire l'evangelizzazione, e ostacolare il progresso del Regno di Dio, soprattutto con l'errore e l'inganno, con l'odio e l'oppressione, con la corruzione dei costumi, e con ogni sorta di mali.
·        Il cristiano è attaccato dal diavolo con: la tentazione, la vessazione, l'oppressione, 1a seduzione magica, l'infestazione, il maleficio, le macchinazioni malefiche, 1a possessione.
·        Il cristiano nella lotta contro il maligno si difende con: la preghiera personale, l'uso dei sacramenti, l'ascolto della Parola di Dio, la pratica delle virtù, 1a mortificazione, la rinunzia allo spirito mondano e ad ogni forma di superstizione, il ricorso alle preghiere dei fratelli e, nei casi estremi, all'esorcismo.
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