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Riconoscere il povero Lazzaro finché è vivo

Giubileo della misericordia
Riconoscere il povero Lazzaro finché è vivo
Le parabole della misericordia
Riconoscere il povero Lazzaro finché è vivo

Riconoscere un povero, come Lazzaro, soltanto nell’aldilà è inutile: bisognava vederlo e soccorrerlo quando era ancora in vita perché dove non c’è misericordia per l’altro, manca quella di Dio. La salvezza del ricco passa per il soccorso del povero.

(Se non conosci la parabola, la puoi leggere più sotto)

La richiesta di pietà del ricco non viene esaudita
C’è un contrasto enorme tra le altre Parabole della Misericordia e quella del Ricco e del povero Lazzaro. Nelle altre parabole qualsiasi richiesta di compassione viene esaudita: dal condono totale che il creditore accorda ai due debitori, alla supplica del figliol prodigo, a quella dell'esattore nel tempio e tutte le altre.
Eppure negli inferi il ricco ripete una supplica simile a quella dell'esattore: «Abbi pietà di me». Ma è l'unico caso dove non è esaudita, perché la situazione è diventata irreparabile.
Com'è concepibile ciò per l'infinita misericordia di Dio? Se come si vede con la parabola del giudice ingiusto e della vedova petulante (18,1-8), la preghiera perseverante è capace di cambiare il cuore di Dio, perché quella del ricco non può modificare di un millimetro la sua condizione?
L’esegesi spiega la ragione principale per cui la situazione del ricco è irrisolvibile. Quando il ricco è negli inferi e vede Lazzaro nel seno di Abramo LO RICONOSCE e lo chiama due volte per nome. Così si autocondanna con le sue stesse parole: CONOSCEVA Lazzaro durante la vita terrena, ma lo aveva sempre ignorato.
Con fine arte narrativa il momento di svolta è collegato per contrasto ad altre due Parabole della Misericordia: «Lo vide e ne ebbe compassione.. .», si dice del buon Samaritano (10,33). «Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione.. .», si ripete per il padre misericordioso (15,20).
E adesso il ricco «vede Abramo da lontano e Lazzaro» (18,23). Non «lo vide», come in molte traduzioni, bensì «lo vede»: il ricco è costretto a vedere in un presente senza fine Lazzaro che non ha visto nel passato.
Dunque la situazione è insanabile perché la compassione è possibile fin quando c'è un povero che giace piagato davanti al portone di un ricco; dopo non ha più senso ed è di fatto impossibile.
La misericordia di Dio si declina sempre con quella per il prossimo; (rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori) e quando manca questa, non c'è spazio neanche per quella.
Non a caso Dio non è mai menzionato in tutta la parabola: parla e opera per mezzo di Abramo.
Tuttavia la parabola sulla misericordia contiene anche la via, che consegna agli ascoltatori, affinché non cadono nella condizione del ricco: Mosè e i Profeti o, meglio, la Parola di Dio.

(Tratto da: Le parabole della Misericordia, ed. San Paolo, Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione)

Luca 16, 19-31
La parabola del ricco cattivo e del povero Lazzaro
C'era un uomo ricco, che vestiva di porpora e di bisso e tutti i giorni banchettava lautamente.
Un mendicante, di nome Lazzaro, giaceva alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi di quello che cadeva dalla mensa del ricco. Perfino i cani venivano a leccare le sue piaghe. Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli nel seno di Abramo.
Morì anche il ricco e fu sepolto.
Stando nell'inferno tra i tormenti, levò gli occhi e vide di lontano Abramo e Lazzaro accanto a lui.
Allora gridando disse: Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell'acqua la punta del dito e bagnarmi la lingua, perché questa fiamma mi tortura.
Ma Abramo rispose: Figlio, ricordati che hai ricevuto i tuoi beni durante la vita e Lazzaro parimenti i suoi mali; ora invece lui è consolato e tu sei in mezzo ai tormenti. Per di più, tra noi e voi è stabilito un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi non possono, né di costì si può attraversare fino a noi.
E quegli replicò: Allora, padre, ti prego di mandarlo a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli. Li ammonisca, perché non vengano anch'essi in questo luogo di tormento.
Ma Abramo rispose: Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro. E lui: No, padre Abramo, ma se qualcuno dai morti andrà da loro, si ravvederanno.
Abramo rispose: Se non ascoltano Mosè e i Profeti, neanche se uno risuscitasse dai morti saranno persuasi».


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