Il narcisismo religioso - Vieni Santo Spirito

Vai ai contenuti

Menu principale:

Il narcisismo religioso

Vita spirituale
Il narcisismo religioso
A proposito di “Pestare l’acqua nel mortaio”
IL NARCISISMO RELIGIOSO  INDURISCE IL CUORE

Abbiamo pubblicato due giorni fa il post “Pestare l’acqua nel mortaio” in cui riprendevamo una omelia di papa Francesco presso la cappella di Santa Marta, e il nostro amato Pontefice ci dà ancora una lezione di sulla necessità di non isolarci nella nostra nicchia di fede, specialmente se pare un nido confortevole. “Stare bene” nella vita cristiana non è buon segno. Il vero apostolo ci sta scomodo, come fu per il maestro.
Tutto inutile dunque, (Vanità delle vanità, dice l’Ecclesiaste) se non si apre il cuore all’azione dello Spirito. E lo Spirito è quello che invita all’azione nel mondo, all’annuncio al mondo. Lo stesso Spirito che dice alla Chiesa di Sardi: “Ti si crede vivo, ma invece sei morto”.
Ecco alcuni contenuti dell’intervento di papa Francesco che, come al solito, non si fa pregare per dire pane a pane e vino al vino:
“Tu puoi fare mille corsi di catechesi, mille corsi di spiritualità, mille corsi di yoga, zen e tutte queste cose.
Ma tutto questo non sarà mai capace di darti la libertà di figlio.
Soltanto è lo Spirito Santo che muove il tuo cuore per dire ‘Padre’. Soltanto lo Spirito Santo è capace di scacciare, di rompere questa durezza del cuore e fare un cuore… morbido? Non so, non mi piace la parola… “Docile”.
Docile al Signore. Docile alla libertà dell’amore”.

E’ quanto ha detto papa Francesco nella sua omelia odierna pronunciata durante la messa nella cappella di Casa Santa Marta, in Vaticano. Catechesi, yoga, zen, tutto inutile, dunque, se il proprio cuore è indurito e non è aperto all’azione dello Spirito Santo.

Il Papa, commentando l’episodio evangelico in cui gli apostoli si spaventano, per la loro poca fede, di vedere Gesù Cristo camminare sull’acqua, ha rimarcato che è “la chiusura in sé stessi” ad indurire il cuore.
“Fare un mondo in sé stesso, chiuso. – ha detto Francesco – In sé stesso, nella sua comunità o nella sua parrocchia, ma sempre chiusura. E la chiusura può girare intorno a tante cose: ma pensiamo all’orgoglio, alla sufficienza, pensare che io sono meglio degli altri, anche alla vanità, no?
Ci sono l’uomo e la donna-specchio, che sono chiusi in sé stessi per guardare se stessi continuamente, no? Questi narcisisti religiosi, no? Ma, hanno il cuore duro, perché sono chiusi, non sono aperti. E cercano di difendersi con questi muri che fanno intorno a sé”.

“Il cuore, quando si indurisce, non è libero – ha proseguito il romano pontefice – e se non è libero è perché non ama: così finiva Giovanni apostolo nella prima Lettura.
L’amore perfetto scaccia il timore: nell’amore non c’è timore, perché il timore suppone un castigo e chi teme non è perfetto nell’amore. Non è libero.
Sempre ha il timore che succeda qualcosa di doloroso, di triste, che mi faccia andare male nella vita o rischiare la salvezza eterna… Ma tante immaginazioni, perché non ama. Chi non ama non è libero. E il loro cuore era indurito, perché ancora non avevano imparato ad amare”.

Da: La fede quotidiana, Michele M. Ippolito, http://goo.gl/GKoFWk


Scarica il PDF di questo testo:
Clicca sul link per scaricare il file PDF. Lo puoi conservare, duplicare e stampare. Lo puoi inviare ai tuoi amici come allegato e-mail o WathsApp. Puoi diffonderlo con ogni altro mezzo.

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER
Riceverai periodicamentee gratuitamente informazioni su tutte le nostre attività

Tip

Tip

Tip
 
Cerca nel sito
Sito del Progetto "Vieni e vedi". RnS, Diocesi di Latina. Webmaster: bruno@vss.one
Torna ai contenuti | Torna al menu