Non servire porta all’infelicità - Vieni Santo Spirito

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Non servire porta all’infelicità

Vita spirituale
Non servire porta all'infelicità
Il servizio agli altri è una virtù cristiana
NON SERVIRE PORTA ALL’INFELICITÀ’

Vediamo persone annoiate, stanche, che non sanno che cosa fare. Come passano le loro giornate? Pensando a se stesse, soltanto a se stesse.
Sono utili a qualcuno? No!
Se interrogate qualcuna di queste persone (purtroppo anche molti giovani cadono in questa trappola dell'egoismo) la sentirete parlare di solitudine, di angoscia, di mancanza di ideali, di senso di inutilità.
Perché? Semplice: perché servono solo a se stesse, non hanno scoperto la gioia e la bellezza di spendere le proprie energie per qualcuno che ne ha bisogno.
Chi vive così è intrappolato nel proprio egoismo, nel pensare soltanto alle proprie necessità, ai propri desideri e al modo di soddisfarli.
E’ un girare a vuoto, un girare su se stessi. Gli altri non sono visti per quanto hanno bisogno « da » noi, ma per quanto possono dare « a » noi.

CHI VIVE COSI’ E’ FELICE?
Provate a chiederlo a qualcuna di queste persone, o a voi stessi, se per caso siete vittima del vostro egoismo. La risposta non può che essere: « No, non sono felice, mi sento vuoto, mi manca sempre qualcosa ».
Infatti vivere solo per se stessi non può appagare veramente nessuno, perché l'uomo è fatto per vivere in relazione con gli altri, anzi è fatto per vivere per gli altri.

LA VITA STESSA CI CHIAMA A SERVIRE GLI ALTRI
Se ci fermiamo un momento a considerare la vita del singolo e la vita dell’umanità nel suo insieme, ci accorgiamo che è proprio la vita stessa che ci chiama a servire, ad essere utili. Infatti:
Abbiamo bisogno degli altri, perché ci sono cose che gli altri hanno e noi non abbiamo. Ad esempio, il figlio ha bisogno del padre; lo scolaro del maestro; il venditore di colui che compra; il malato ha bisogno del medico.
Gli altri hanno bisogno di noi, perché noi abbiamo ciò che essi non hanno. Ad esempio, il padre ha bisogno del figlio per poter essere padre; il maestro ha bisogno di allievi per realizzarsi come maestro; il compratore ha bisogno del negoziante che gli fornisce i prodotti; il medico ha bisogno dell’ammalato per esprimere la sua missione...

Abbiamo bisogno gli uni degli altri.
Tutti gli uomini sono legati tra loro da questa legge, alla quale nessuno può sottrarsi. Chi si sottrae a questa legge diventa uno sfruttatore, un approfittatore, un egoista e quindi diventa meno uomo, nel senso che non si realizza come persona, tradisce se stesso, la propria umanità, i propri simili, e fa di se stesso un infelice.
Ci sono delle persone che sono egoiste loro malgrado, non vorrebbero esserlo, ma non riescono a vincere il proprio carattere, le proprie tendenze.
Certo, se è vero che il servire gli altri è un impulso naturale dell'uomo, altrettanto naturale (nel senso che accade sovente in natura) è l’impulso a vivere egoisticamente. Siamo anche qui di fronte ad una scelta: davanti a ciascuno di noi ci sono due possibilità: o servire se stessi, come il nostro corpo vorrebbe; o servire gli altri come vorrebbe il nostro cuore.
A noi scegliere.
Da questa scelta dipende la nostra vita e la nostra felicità. Come tutte le scelte questa è una scelta difficile. Chiediamo ancora una volta a Gesù che ci aiuti a scegliere e una volta scelto il servire gli altri, che ci insegni a farlo bene, come l’ha fatto lui.


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