Pestare l'acqua nel mortaio - Vieni Santo Spirito

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Pestare l'acqua nel mortaio

Il progetto "Vieni e vedi"
Pestare l'acqua nel mortaio
Pestare l’acqua nel mortaio
CHE GIOVA, FRATELLI MIEI, SE UNO DICE DI AVERE LA FEDE MA NON HA LE OPERE?

Nella sua omelia a Santa Marta (vedi il post precedente) papa Francesco detta il criterio di discernimento per comprendere se stiamo camminando sulla strada del vero Spirito o su quella dell’anticristo, cioè del nostro orgoglio.
Il servizio al prossimo, al fratello, alla sorella che ha bisogno, QUESTI SONO I SEGNI che stiamo camminando sulla strada del vero Spirito”.
Dunque è necessario USCIRE, ANDARE INCONTRO a chi sta FUORI e cerca consolazione.
L’invito del papa affinché ogni parrocchia, gruppo, comunità diventi una oasi di misericordia per chi ha bisogno di essere consolato, presuppone che ogni pastore VADA A CERCARE la pecorella smarrita, bisognosa di aiuto.
L’invito del papa (il papa non fa mai inviti a vuoto) nasce dalla sensazione che alcuni cenacoli vivano CHIUSI nella propria singolarità, compiacendosi di sé stessi e formulando giaculatorie condite di quel “Signore, Signore” che così poco piace a Gesù quando afferma: “Non chi dice Signore, Signore…” (Mt 7, 21)
Ce lo ricorda anche l’apostolo Giacomo quando scrive: “Che giova, fratelli miei, se uno dice di avere la fede ma non ha le opere?” (Gc 2, 14)
In effetti, una fede senza le opere di misericordia è un’opera assolutamente inutile.
Invocare “Signore, Signore” chiusi nella propria individualità equivale a ciò che già il poeta pagano Luciano di Samosata definiva “pestare l’acqua nel mortaio”. Pesta, pesta, alla fine anche l’acqua si asciuga e che rimane?
La passività nelle opere è alla base della sterilità, concetto in abominio alla Bibbia e allo stesso Spirito, che “è Signore e dà la vita”. L’affermazione “ci penserà lo Spirito”, in tema di evangelizzazione non è in sintonia all’insegnamento della Chiesa, la quale ESIGE CHE CI PENSIAMO NOI battezzati, con il Suo aiuto.
Lo stesso papa Francesco afferma:
“La Chiesa deve uscire da sé stessa. Dove? Verso le periferie esistenziali, qualsiasi esse siano, ma uscire. Gesù ci dice: “Andate per tutto il mondo! Andate! Predicate! Date testimonianza del Vangelo!” Ma che cosa succede se uno esce da sé stesso? Può succedere quello che può capitare a tutti quelli che escono di casa e vanno per la strada: un incidente. Ma io vi dico: preferisco mille volte una Chiesa incidentata, che una Chiesa ammalata per chiusura! USCITE FUORI, USCITE!
(Incontro con i Movimenti, le Associazioni e le Nuove Comunità del 18-5-2013).
Tutti noi, specialmente chi ha responsabilità di guida verso altri, siamo chiamati a riflettere su questo appello accorato.


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