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Il riposo nello Spirito secondo l'Enciclopedia della Mistica

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I carismi. Capirli e attuarli
Il riposo nello Spirito (dal Dizionario della Mistica)
RIPOSO NELLO SPIRITO
Dal DIZIONARIO DI MISTICA

Il Riposo nello Spirito. Definizione dal Dizionario di Mistica
A cura di L.BORRIELLO – e. Caruana – M.R. Del Genio – N. Suffi
LIBRERIA EDITRICE VATICANA. 00120 Città delVaticano.

I°. IL FENOMENO E IL SUO CONTESTO
Il fenomeno chiamato anche, nell’esperienza di alcuni gruppi di lingua anglosassone, “slayng in the Spirit”, “falling in the Spirit” o “being overcome in the Spirit” si è reso manifesto, in questi ultimi decenni, in diversi gruppi del Rinnovamento carismatico cattolico.
Già presente nei gruppi del Pentecostalismo protestante, il fenomeno era, in quell’esperienza, accolto come manifestazione dello Spirito Santo nell’ambito della presenza dei vari carismi. Il fenomeno si produce nel clima di preghiera di un gruppo carismatico durante l’annuncio della Parola di Dio, spesso nella atmosfera di fervore della celebrazione eucaristica. Quasi sempre, la persona che fa questa esperienza sta ricevendo una preghiera personale con “l’imposizione delle mani” dei fratelli ai quali si è rivolta per qualche necessità.
Si tratta di una preghiera fraterna, semplice, che non ha alcuna dimensione sacramentale, ma soltanto di comunione fraterna nel richiamo di un’antica tradizione della Chiesa, partendo dagli Atti degli Apostoli. Il fenomeno, non legato all’imposizione delle mani, si manifesta anche indipendentemente in persone che magari partecippamo per la prima volta alla preghiera del gruppo e nulla o poco conoscono dell’esperienza carismatica, per questo, anonime tra la folla che prega.
Il fenomeno consiste nella “caduta”, in genere dolce, di una persona all’indietro fino a toccare il pavimento e a stendervisi in una posizione di riposo, come se dormisse.
In realtà, però, non si tratta di sonno e neppure di stato di trance; il corpo non ha alcuna rigidità e appare chiaramente in uno stato di profondo riposo. Questo stato può durare un minuto, dieci minuti o anche più; in rari casi anche un’ora e più. Il “risveglio” avviene dolcemente, come la caduta, in forma del tutto naturale e la persona si dimostra contenta, talvolta è raggiante in viso e dice di “stare bene”, di essere in una grande pace.
L’esperienza più comune è questo stato di pace, ma talvolta si tratta di una vera e propria “guarigione interiore” da disturbi psicologici o turbamenti morali e spirituali profondi, o anche di guarigione fisica. Accade che una persona, capitata per caso nel gruppo di preghiera, riceva nel riposo nello spirito la luce della fede e la propria “conversione”.
Nei gruppi di preghiera maturi il fenomeno non desta scalpore, spesso è avvertito soltanto dalle persone che sono immediatamente vicina, che sanno di dover rispettare l’esperienza, del tutto personale e intima, del soggetto.

Quando accade in assemblee di preghiera di molte centinaia di partecipanti, la persona, che è scivolata a terra, se prolunga lo stato di “riposo” in cui è, viene posta al riparo dagli sguardi indiscreti, adagiata in uno dei luoghi del pronto soccorso dei malati.
In quei luoghi il soggetto può essere controllato dai medici e dagli psicologi che sono a disposizione per ogni genere di malore. Tale fenomeno è stato descritto e studiato da alcuni autori che, nei loro scritti, si sono posti il problema della sua autenticità spirituale, sia partendo da nutrite casistiche riferite a luoghi e contesti diversi di preghiera, sia ricercando analogie nella tradizione biblica, teologica e mistica.
I numerosi e vari casi raccolti e passati al vaglio da F. MacNutt e da R. De Grandis dimostrerebbero che si tratta di un fenomeno simile ad un “rapimento in Dio”, per l’intervento improvviso e forte dello Spirito Santo.
Le testimonianze raccolte da persone che hanno fatto tale esperienza parlano di uno stato di pace mai provato prima e di carattere “straordinario”; riferiscono in merito a guarigioni sia interiori che fisiche. Queste ultime, in diversi casi, oggettivamente accertate.

II° ANALOGIE NELLA BIBBIA
Tutti gli autori che hanno studiato il fenomeno hanno ricercato nella Bibbia delle possibili analogia; particolarmente chiaro e completo il quadro di riferimento offerto dal testo del Card. L. J. Suenens in “A controversial Phenomenon. Resting in the Spirit”, presentato come “Documento n. 6” all’incontro di Malines nel 1974 da una commissione teologico-pastorale sul Rinnovamento carismatico.
Sia nell’Antico Testamento (Ez 1, 28; Dn 10, 7-9; Gs 5,14) che nel Nuovo Testamento (Mt 17, 6 e 28, 1-4; Gv 18,6; At 9, 4; Ap 1, 17) troviamo l’improvvisa potenza di Dio che prostra e atterra uomini che ne sono afferrati.
La Bibbia, tuttavia, osserva il card. Suenens, descrive un cadere adorante, la faccia a terra, diverso dal cadere che si riscontra nel riposo nello Spirito.


III° ANALOGIE NEL PENSIERO TEOLOGICO E MISTICO
Il fenomeno del riposo nello Spirito è stato assimilato al “rapimento” che, nella concezione di Tommaso d’Aquino è “l’elevazione di un uomo, prodotta dallo Spirito di Dio, a cose soprannaturali con astrazione dai sensi”. Tale elevazione è, secondo l’Aquinate, caratterizzata da una certa “violenza” e produce anche degli effetti nelle potenze appetitive, cioè “il piacere che si prova, in ciò che rapisce”.
Si tratta di una forma “violenta”, in qualche modo “accidentale” dell’estasi.
S. Tommaso parla di “rapimento” nel contesto dei carismi.
La descrizione che gli autori mistici fanno sia dell’estasi che del rapimento ha somiglianze con l’esperienza del riposo nello Spirito, ma in generale si tratta di fenomeni che toccano l’anima e si ripercuotono con effetti particolari sul corpo in un cammino ascetico, voluto dalla persona che si avvia alla contemplazione.
La tradizione mistica sta ad indicare le diverse possibilità di intervento della potenza di Dio e le ripercussioni di dolcezza e di estraniamento da sé nella fragilità della persona umana che, mentre è assorta nel divino, mal resiste nel proprio naturale equilibrio psicofisico.

IV° CONCLUSIONE

Il testo citato dal card. Suenens nella sua ultima parte espone importanti considerazioni critiche del fenomeno che costituiscono anche una prudente linea pastorale. Il fenomeno è presente ed ha innegabili risvolti spirituali positivi che sono in consonanza con tutto il contesto del Rinnovamento carismatico; occorre, però, massima prudenza per distinguere ciò che viene da Dio e ciò che può essere prodotto da altre cause.
Tutti i fenomeni “carismatici” della Chiesa contemporanea segnano, d’altra parte, una “novità” che occorre considerare nella libera gratuità dello Spirito di Dio che distribuisce, lungo la storia, la sua misericordia secondo i bisogni degli uomini, suoi figli, nel loro divenire concreto legato al tempo e allo spazio.

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