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Il riposo nello Spirito. Fonti: Cardinal Suenens, Roberto De Grandis

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I carismi. Capirli e attuarli
Il riposo nello Spirito (Suenens - De Grandis)
IL RIPOSO NELLO SPIRITO
Fonti:
“Il riposo nello Spirito”, Card. Leo Jozef Suenens, Edizioni RnS
“Il Riposo nello Spirito”, Padre Robert De Grandis, Edizioni San Michele

Il Riposo nello Spirito si ha quando una persona viene sopraffatta dalla potenza dello Spirito Santo e cade a terra priva di forze, pur percependo rumori ed odori esterni. Alcuni santi hanno parlato e descritto questa particolare esperienza mistica.



Il Riposo nello Spirito è un carisma relativamente nuovo. Nella Chiesa Cattolica ha fatto la sua comparsa dopo il Concilio Vaticano II, nonostante nella Bibbia vi siano diversi episodi che sembrano ricondurre a questo fenomeno, da Abramo al profeta Ezechiele, dal profeta Davide a san Giuseppe. (“Mentre stava pensando a queste cose, gli apparve in sogno un Angelo”[Mt 1,20] Alcune interpretazioni dicono che non si tratta di un sogno, perché, se Giuseppe sta pensando, è sveglio si tratta quindi di Riposo nello Spirito)
Anche durante la trasfigurazione di Gesù sul monte Tabor Pietro, Giacomo e Giovanni nell’udire la voce di Dio, cadono con la faccia a terra; tutto ciò ancora una vota può far pensare a questa particolare esperienza del Signore.

Il Riposo nello Spirito consiste dunque nell’abbandono alla potenza dello Spirito Santo che priva momentaneamente delle forze fisiche colui che la sperimenta ed agisce a livello interiore.
"…Tale mi apparve l’aspetto della gloria del Signore. Quando la vidi, caddi con la faccia a terra e udii la voce di uno che parlava.” (Ezechiele 1, 28)
Nei suoi scritti Teresa d’Avila descrive molto dettagliatamente i vari gradi di unione mistica dell’anima con Dio e le manifestazioni ad essi legati. Sembra in particolare che il fenomeno del riposo nello Spirito possa essere accomunato a quello che lei classifica come “sonno delle potenze”.
Per potenze si intendono il moto e l’operazione, l’intelletto, la volontà, la memoria… A tal riguardo troviamo scritto:
"Mi pare che questo modo di orazione sia una manifesta unione di tutta l’anima con Dio, durante la quale sembra che il Signore voglia permettere alle potenze di capire e godere quanto Egli va in esse operando. […]
Si ha come un sonno delle potenze, le quali, pur senza perdersi del tutto, non riescono a capire come agiscono.
Il piacere, la soavità, le delizie che qui si godono sono incomparabilmente più grandi che in passato, perché qui l’acqua della grazia arriva alla gola, tanto che l’anima non può, né sa come avanzare, né come tornare in dietro, soltanto bramosa di quella grandissima gioia. Benché vedessi che era molto più intima della precedente, tuttavia capivo che non era un’unione piena di tutte le potenze, e confesso che non riuscivo a discernere né a comprendere dove ne fosse la differenza. […]
Mi ero trovata molte volte come fuori di me e quasi ebbra d’amor di Dio, ma non avevo mai compreso come ciò avvenisse. Capivo che era un’operazione di Dio, ma non avevo mai compreso come Egli operasse, perché, quantunque le potenze gli fossero unite quasi del tutto, non erano però così assorte da non poter operare.[ …]
Qui le potenze non possono far altro che occuparsi in Dio.
Sembra che nessuna ardisca muoversi, e nemmeno potremmo muoverle noi, a meno che volessimo distrarci. Tuttavia ci vorrebbe molta forza, e non sempre si riuscirebbe del tutto”
(Teresa di Gesù s., Libro della Vita, cap. 16, 1-3)

Nella figura sotto: Santa Teresa d'Avila

"…caddi con la faccia a terra. Allora uno spirito entrò in me e mi fece alzare in piedi ed egli mi disse: […] Ti farò aderire la lingua al palato e resterai muto; così non sarai più per loro uno che li rimprovera, perché sono una genìa di ribelli. Ma quando poi ti parlerò, ti aprirò la bocca e tu riferirai loro: Dice il Signore Dio: chi vuole ascoltare, ascolti e chi non vuole, non ascolti; perché sono una genìa di ribelli."
(Ezechiele 3, 23; 3,26-27)

Santa Brigida ne parla così:
“Mio Signore, è strano quello che tu mi fai, perché tu poni il mio corpo a dormire e la mia anima risvegli, perché veda, oda e senta le cose dello Spirito. Quando a te piace, tu mandi il mio corpo a dormire, non con un sonno corporale, ma con il Riposo dello Spirito e tu svegli la mia anima da un trans, per vedere, udire e sentire con i poteri dello Spirito.”

Nella figura sotto: Santa Brigida
Le persone che hanno sperimentato il riposo nello Spirito riferiscono di essersi sentite leggere come una piuma nel cadere e di aver provato una grande pace e senso di potenza di Dio mentre giacevano a terra.
Al contrario, chi assiste al fenomeno, nota la persona cadere a terra rapidamente come se fosse svenuta. Chi non conosce il fenomeno può spaventarsi, ma in realtà colui che cade nel riposo non sente alcun dolore e non sbatte la testa contro gli ostacoli presenti.
Anche nel caso in cui urtasse violentemente contro oggetti spigolosi, non riporterà alcun dolore e danno.
“Udii il suono delle sue parole, ma, appena udito il suono delle sue parole, caddi stordito con la faccia a terra. Ed ecco, una mano mi toccò e tutto tremante mi fece alzare sulle ginocchia, appoggiato sulla palma delle mani. Poi egli mi disse: -Daniele, uomo prediletto, intendi le parole che io ti rivolgo, alzati in piedi, poiché ora sono stato mandato da te.-
Quando mi ebbe detto questo, io mi alzai in piedi tutto tremante.” (Daniele 10, 9-11)

E’ importante chiarire che il riposo nello Spirito non ha niente a che vedere con gli stati di trance medianica tipici dei fenomeni di occultismo, in cui la persona perde completamente il controllo del proprio corpo e della propria psiche in quanto posseduta da qualche spirito Maligno. Nel caso più comune colui che sperimenta l’autentico riposo nello Spirito rimane infatti vigile, sente i rumori intorno a se, gli odori ed ogni contatto esterno con il suo corpo.  La persona è soltanto privata momentaneamente delle forze fisiche. Il Signore opera nello spirito della persona, amandolo, confortandolo, guarendolo, consolandolo e facendogli sperimentare un profondo senso di pace.
Il riposo nello Spirito si verifica in momenti particolarmente intensi in cui si invoca lo Spirito Santo, con o senza l’imposizione delle mani da parte di altre persone. Si verifica molto spesso durante gli incontri di preghiera dei gruppi del Rinnovamento nello Spirito ed in occasione delle loro adorazioni eucaristiche. Anche in luoghi dove la presenza del Signore è molto forte non è raro vedere persone che cadono nel riposo in seguito all’imposizione delle mani da parte di qualche Sacerdote.
Ciò che principalmente conta è l’apertura del cuore e la disponibilità ad abbandonarsi nelle mani del Signore.
“Vidi sulla strada, o re, una luce dal cielo, più splendente del sole, che avvolse me e i miei compagni di viaggio. Tutti cademmo a terra e io udii dal cielo una voce che mi diceva in ebraico: Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?" (Atti 26,13)

In alcuni casi può verificarsi la caduta nel riposo anche a casa propria, qualora si riesca a creare un adeguato clima di preghiera e lode a Dio. La lode, infatti, aumenta considerevolmente la probabilità che si verifichi il fenomeno in quanto rappresenta la situazione più vicina al clima di adorazione tipico degli angeli e dei Santi in Paradiso.
Quando non c’è davvero tempo di parlare e di pregare come si vorrebbe, specialmente quando si è in presenza di molta gente. Se una persona cade nel riposo, il Signore può guarirla o liberarla più velocemente.
Purtroppo sono tante le persone che rimangono deluse quando le loro aspettative non si realizzano immediatamente.

Per quanto riguarda l’elemento tempo, il riposo nello Spirito può durare da pochi secondi fino a diverse ore. Quando dura a lungo, generalmente il Signore ha deciso di operare più a fondo nella vita interiore della persona.  E’ importante ricordare che le persone che hanno sperimentato tale fenomeno non sono necessariamente sante, ma si tratta di doni che Dio concede anche ai deboli per attirarli a sé.
"…Appena disse – Sono io -, indietreggiarono e caddero a terra. Domandò loro di nuovo: – Chi cercate?- Risposero: – Gesù, il Nazareno.” (Giovanni 18, 3-6)

Generalmente il riposo nello Spirito avviene sempre in modo tranquillo e ordinato. I casi in cui la persona urla o si assiste a qualche sorta di sfogo emotivo, portano a credere che la potenza dello Spirito abbia toccato in quella persona qualche area che necessita di guarigione interiore o di liberazione.
Il bisogno di guarigione interiore di solito trova sfogo nelle lacrime che spesso sono state represse per molti anni.

Talvolta, quando sono presenti spiriti maligni, la potenza dello Spirito li scuote; essi non possono sopportare la sua presenza e così si rivelano. D’altra parte, quando ciò accade, è consigliabile condurre la persona in un luogo dove si possa disporre della privacy necessaria per pregare e portare a termine la liberazione.
In breve, tutto quanto non avviene in modo semplice e pacifico non è azione diretta dello Spirito, ma è la reazione di una natura umana ferita o delle forze del male.

Spesso, quando le persone cominciano a cadere a destra e a sinistra, l’esito che ne deriva è quello di un’atmosfera circense, che disturba qualunque cristiano equilibrato ma Dio desidera che andiamo oltre la nostra razionalità.
Dio non è una nozione da comprendere. Vi sono alcuni tipi di persone che sembrano frenare questa esperienza, in particolare coloro che riescono a controllare le loro emozioni.
Santa Teresa d’Avila spiega che quanto più si abituava alla potenza di Dio tanto minori erano le manifestazioni fisiche, mentre la sua vita di preghiera s’intensificava.
Sembra quindi che le persone abituate alle esperienze spirituali siano meno portate ad andare nel riposo nello Spirito.


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