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Le scarpine di Aylan

Riflessioni senza pretese
Le scarpine di Aylan
Se dovessi innalzare un monumento per ricordare la vicenda del piccolo Aylan morto su una spiaggia, vittima innocente, ci metterei le sue scarpine.
Guardiamole con attenzione. Sono il frutto del gesto d’amore, piccolo ma immenso, dei suoi genitori verso di lui. Genitori in fuga da una guerra di cui non si comprendono le ragioni, che partono con i figli per trovare rifugio dove immaginano di trovare “gente buona”, che li aiuterà.
E allora pensano al loro bambino e lo equipaggiano al meglio possibile per il viaggio.
Lo vestono per ogni possibile clima, mettono ai suoi piedi due scarpine pratiche e robuste. Non sono di marca come quelle che compriamo ai nostri figli, ma sono pratiche, veloci da mettere e togliere, più grandi di una misura oltre il necessario, perché quando saranno arrivati a destinazione, probabilmente i primi tempi non potranno cambiarle.
Mi ricordano le scarpe che mi compravano mia padre e mia madre, sempre abbondanti perché non era possibile avere scarpe nuove tutti gli anni.
In questo sento una vicinanza immensa con il piccolo Aylan. I suoi genitori pensano come pensavano i miei. Come potrebbero essere state simili le nostre famiglie nella vita quotidiana, se io fossi nato in Siria o lui in Italia!

Poi, questi genitori lo prendono per mano e gli dicono: Andiamo, sei grande, puoi camminare, ti abbiamo comprato le scarpe adatte, vieni con noi, ti portiamo in un posto più bello, senza le bombe, senza la paura dei soldati nemici, ti portiamo in un luogo dove staremo tutti bene e vivremo felici, ti portiamo in paradiso.
Caro Aylan, il paradiso l’hai trovato, sei tra le braccia di un Dio sconosciuto: Allah, Cristo, Jahvè, chi lo sa, e che ce ne importa?
Per non offendere nessuno diciamo che sei nelle mani del padre Abramo, che partì come te per un cammino, per diventare padre di miriadi e di molte religioni.
Non so quali scarpe avesse Abramo, ma mi piace pensare che fossero come le tue, adatte ad un lungo cammino. Le tue scarpine continueranno a camminare oltre la tua vita, cammineranno nella coscienza di una umanità divisa e schiava del germe della cattiveria.
Le tue scarpine sono un simbolo d’amore scaturito dal cuore di gente povera che ti ha dato tutto quello che ti poteva dare, ma è stata sconfitta. Le persone sì, sono state sconfitte, l’amore no.
I giusti non ti potranno dimenticare. Riposa in pace, piccolo Aylan.


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