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Starò ritto sulla cima del colle. L'intercessione

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Starò ritto sulla cima del colle. L'intercessione
STARO' RITTO SULLA CIMA DEL COLLE
Il ministero dell'intercessione
(Un intervento di P. Higinio A. Lopera, cjm,  dalla documentazione storica del RnS)

Mosè disse a Giosuè:
scegli per noi alcuni uomini
ed esci in battaglia
contro Amalek.
Domani io starò ritto
Sulla cima del colle
Con in mano il bastone di Dio
(Esodo 17,9)

Il servizio della preghiera
La preghiera è un ministero: un servizio a favore di tutti gli uomini.
La preghiera, intesa come in contro personale con Dio, non può essere un atto individualistico di solitario egoismo: deve essere un servizio per gli altri. Tutti devono beneficiare del nostro incontro intimo con Dio. Quella preghiera che si fa per gli altri, con molto amore, affinché siano salvati, è I'INTERCESSIONE. E' un ministero esercitato continuamente e raccomandato da San Giovanni Eudes: pregare per tutto il mondo, in special modo per quelli che non pregano, e per i malati.

Un ministero d'amore verso tutti
L'intercessione è un ministero d'amore che si esercita per gli altri, per ottenere la grazia del Signore nei loro confronti. E' come un servizio fraterno, materno, paterno verso tutti gli uomini. Abbiamo bisogno di essere in molti ad esercitare con amore questo ministero di intercessione per il mondo, per l'umanità, per la Chiesa, per tutti i malati per coloro che non credono, per coloro che si dedicano alla evangelizzazione, che lavorano per i fratelli, che si trovano nella chiesa.

Tutti lo possono esercitare
E' bellissimo trovare degli intercessori anche tra i nostri malati, persone impedite fisicamente che si dedicano a questo lavoro fruttifero di pregare per i fratelli. E' un ministero potente! I superiori, i pastori, i responsabili delle comunità, debbono vivere intensamente questo servizio dell'intercessione per coloro che sono sotto la loro guida pastorale. Lo stesso dicasi del padre, della madre e delle persone grandi, nelle famiglie.

Un amore disinteressato
Questa preghiera è il miglior servizio nei confronti di un essere umano. Essa è superiore a qualsiasi consiglio e a qualsiasi correzione.
L'uomo, la donna che intercede nel nome di Gesù Cristo, è una persona di fede: sa che Dio la ascolterà perché l'intercessione è la preghiera meno egoista che possiamo incontrare.
E' la preghiera più limpida, più disinteressata, è la preghiera che possiede più carica amorosa.

Un amore che costa
E qui l’amore costa: il ministero dell'intercessione a volte si paga caro. Possono arrivare dei problemi nella vita dell'intercessore che rendono più potente la preghiera. L'intercessore si carica del dolore, delle sofferenze dei suoi fratelli. Per questo l'intercessione esige molta sincerità, esige un amore immenso e una donazione di sé totale all'adorabile Gesù Cristo, affinché lui agisca secondo la sua volontà.

I grandi intercessori
Per capire meglio il senso dell'intercessione è conveniente dare uno sguardo agli intercessori che troviamo nella Bibbia, a fianco dell'unico e assoluto Intercessore Gesù Cristo.

Amico di Dio e degli uomini
L'intercessore è un uomo buono che trova grazia agli occhi di tutti, amato da Dio e dagli uomini: la sua memoria è avvolta da benedizioni (Siracide 45,1).
E' l'amico di Dio e degli uomini. E' questo il caso di Abramo, di Mosè e di Maria, la Madonna.

Abramo
La Genesi (18, 16-33) ci presenta l'intercessione di Abramo. Come intercessore è l'amico di Dio. Abramo è l'unico amico che Dio ha sulla terra e per questo a lui non viene nascosta la notizia della distruzione che Dio ha destinato alle città del peccato.
Abramo intercede in maniera impressionante. Sono solo gli amici del Signore ad avere la capacità di intercedere. Abramo lo fa con spontaneità, con rispetto, come chi ha tra le mani un affare con Dio e vuole ricavare qualcosa da lui, con amore e con umiltà: che plachi la sua ira e il suo furore e che perdoni Sodoma e Gomorra in favore dei pochi giusti che in esse si trovano.
Dio accetta le condizioni che l'intercessore gli propone. Questa intercessione è come una lotta amorosa dell'uomo con Dio: una lotta piena di dolcezza e di grandiosa umiltà.

Mosè: una intercessione che mette in gioco la vita
Allo stesso modo è meravigliosa l'intercessione di Mosè. Nella sua intercessione Mosè mette in gioco la sua stessa vita. Davanti all'ira imminente di Dio verso il suo popolo depravato, Mosé intercede, e offre la sua stessa vita al Signore per la salvezza degli idolatri (Esodo 32, 1114; Deut. 9, 729; Esodo 32, 3035).
L'intercessore Mosè è un uomo di Dio, c'è qualcosa in lui che placa il volto di Dio. Davanti alle sue suppliche Dio rinuncia a compiere il castigo del quale aveva minacciato il suo popolo ribelle (Esodo 32, 11-14).
Il salmo 106 parla della storia di Israele, di tutto quello che fece Dio per il suo popolo, e nel verso 23 dice:
“Parlava già di sterminio ma, grazie a Mosè suo eletto, che mantenne la calma da vanti alla sua presenza, si calmò la sua foga di distruzione.”

Stare sulla breccia
Intercedere significa essere sul la breccia, sul punto più difficile del combattimento; significa far giungere a Dio la richiesta di salvezza per colui che sta male, per colui che è esposto alla perdizione.
L'intercessore possiede un cuore geloso che lo rende saldo sulla breccia per il suo popolo e così ottiene il perdono e la misericordia per i suoi fratelli (Eccl. 45,23).

Mosè sta ritto sulla cima del colle...
In Esodo 17, 8-16, troviamo la spettacolare intercessione di Mosè. Quando egli alza le braccia, Israele vince nel combattimento contro gli Amaleciti. Invece quando si stanca e lascia cadere le braccia, la disgrazia si abbatte sopra Israele. L'unica soluzione è quella di far sì che Mosè rimanga fino al calar del sole con le braccia alzate, intercedendo per il suo popolo.

Le mani alzate fino a sera
Questa deve essere l'immagine di ciascuno di noi: papi, vescovi, sacerdoti, religiosi e laici: stare sempre con le braccia alzate, pregando per i fratelli che stanno lottando, lavorando, che si sforzano per costruire una vita più cristiana, più umana, più degna e giusta. Intercedere perché attraverso le nostre mani alzate, il Signore benedica la chiesa, le nostre famiglie e tutti gli uomini.

Maria alle nozze di Cana
Un bell'esempio di intercessione lo troviamo in Giovanni 2, 1-12. E' l'intercessione di Maria, la madre di Dio. Di fronte al suggerimento di Ma ria a Gesù: “Non hanno più vino”, il Signore dà una risposta, che nel nostro linguaggio potrebbe significare: Non mi costringere, non insistere, è presto ancora.
Gesù sa molto bene che dovrà cedere di fronte alle suppliche di sua madre. “Aspetta che arrivi la mia ora”, e Maria, capendo che la sua supplica era stata ascoltata, dice ai servi: “Fate quel che vi dirà!”
E sappiamo molto bene attraverso il Vangelo quello che il Signore fece in quelle nozze a Cana.

San Giovanni Eudes: un maestro nell'intercessione
Questi esempi di intercessione portavano S. Giovanni Eudes a vivere in una continua intercessione. Peccatore e debole ma cosciente che il Signore ascoltava la sua preghiera per gli altri.

Un amico che sta in mezzo, fra Dio e gli uomini
Cos'è l'intercessione? La parola in se stessa significa: impedire che accada qualcosa, situarsi in mezzo, intervenendo davanti a Dio in favore degli altri, in favore di altre persone.
Mi avvalgo del fatto che Dio mi ha reso suo amico e così divento garante per i miei fratelli.
Mosè dice a Dio: Uccidi me piuttosto, ma salva questo popolo... cancellami dal libro della vita ma salva questo popolo (Es. 32,33).
Questa è l'intercessione eroica, portata avanti fino all'estreme conseguenze. Giovanni Eudes diceva: “Sento una responsabilità così intensa per la salvezza degli uomini che rinuncerei con piacere a qualsia si gloria in cielo per salvare un povero.”

La vita offerta
L'intercessore si gioca tutto, è il caso del voto di vittima che hanno realizzato S. Giovanni Eudes e tanti altri uomini e donne eccezionali che hanno lavorato per la salvezza dei loro fratelli.

Una lotta cordiale
L'intercessore fa fronte con la propria vita alle difficoltà, con tutto ciò che egli è, e così resiste per i suoi fratelli. Come nel caso di Abramo e di Mosè, si tratta di una lotta con Dio, una lotta cordiale impregnata di una fede molto profonda.

Difendere col proprio corpo
Nel linguaggio biblico intercedere equivale a cadere su qualcuno per proteggerlo. La mamma che vede il proprio figlioletto in pericolo, si distende su di lui per difenderlo col proprio corpo.
Giovanni Eudes ci parla del buon pastore che si riversa sul peccatore, sulla pecorella smarrita, e con amore la copre, la protegge, la riscatta dal male. Così deve essere il comportamento di ogni sacerdote con i peccatori, con i poveri, con tutte le donne emarginate moralmente. Con questo obiettivo Eudes fondò un Istituto: “Le mamme del buon pastore” nel 1641.
Questa è l'intercessione, la lotta mentre si è sulla breccia, non con semplici parole, ma con la stessa vita.

San Paolo: la preghiera che è lotta...
In S. Paolo 'l'intercessione è lotta; è la lotta della preghiera. L'intercessore sta davanti a Dio in veglia, a digiuno, sorreggendo una lotta affinché Dio salvi i suoi figli.
L'intecessore prega intensamente. Giovanni Eudes prima di fondare la Comunità della Madre del Buon Pastore (1641) e la Congregazione di Gesù e Maria (I Padri Eudisti, 1643) trascorse intere notti in preghiera, intercedendo davanti al Signore, davanti al la Santissima Vergine.

...incalzare Dio giorno e notte
Intercedere significa insistere giorno e notte davanti al Signore con suppliche intense e costanti. Il Signore ci dirà nel suo Vangelo che l'intercessione deve essere incalzante, come quella della vedova e quella dell'amico importuno (Lc. 11, 58; 18, 1-8).

Un guerriero che innalza una muraglia di difesa
Il profeta Ezechiele ci da una bella immagine dell 'intercessore che innalza una muraglia intorno al paese per difenderlo. L'intercessore è il guerriero protettore della comunità nel momento del combattimento.
Dio si rivolge al falso profeta in questi termini: “Non siete saliti sulla breccia, né avete fabbricato la mia casa di Israele, affinché potesse resiste re nella battaglia nel giorno del Signore” (Ez. 13,5).
Il grande castigo per Israele è rappresentato dal non possedere un buon intercessore, dal non avere colui che doveva costruire una muraglia di protezione. Giovanni Eudes diceva che il peggior castigo per una comunità cristiana è non aver un buon sacerdote, un buon pastore.
Un cattivo sacerdote, un cattivo intercessore, attira il castigo: “Ho cercato tra di loro qualcuno che costruisse un muro e si mantenesse in piedi sulla breccia davanti a me, per proteggere la terra e impedire che io la distruggessi, ma non ho trovato nessuno.” (Ez. 22,30).

Ripetere all'orecchio di Dio le suppliche del suo popolo
Intercedere significa ripetere all'orecchio di Dio le lamentele e le suppliche del popolo. Così leggiamo nel primo libro di Samuele 8,21: “Udì Samuele tutte le parole del popolo e le ripeté al l'orecchio del Signore.”
Prezioso servizio! Grazie a Samuele il popolo conservò la pace e la prosperità. Dio lo ascoltava sempre. Morì Samuele e la rovina cadde su molti.

Invocare sul popolo il Nome potente
Intercedere, invocare il potere di Dio, è invocare il Suo Santo Nome sopra i fratelli. Elia invocò il potere di Dio sopra la vedova e ottenne la risurrezione del suo bimbo. “L'intercessore è l'uomo di Dio e la parola del Signore è verità sulla sua bocca.” (1 Re 17, 17-24).
Dio risponde sempre all'intercessore (Sal. 99,6).

p. Higinio A. Lopera,  cjm


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