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Superior stabat lupus, longeque inferior agnus

Riflessioni senza pretese
Superior stabat lupus, longeque inferior agnus
Morale pagana e morale cristiana
Superior stabat lupus, longeque inferior agnus

“Il lupo stava in alto, molto più in basso l’agnello”.
Chi ha avuto la fortuna di frequentare le scuole molti anni fa ricorderà con nostalgia (spero) le traduzioni dal latino, tra le quali non sarà certamente mancata questa famosa favola di Fedro, scrittore latino vissuto contemporaneamente a Cristo, seppure in ambiente diverso. La ricordo brevemente per i più giovani. Mentre si abbeverava al ruscello, un lupo vide, più in basso, un agnello che beveva pure lui. Essendogli venuto un languorino, cercò un pretesto per mangiarselo: “Ehi, agnello”, accusò, “tu mi intorpidisci l’acqua.”
“E come potrei” rispose il poverino “se tu stai bevendo più a monte di me?”
Sopraffatto dalla logica il lupo disse ancora: “Mi hanno riferito che sei mesi fa hai parlato male di me, dunque ti ucciderò per mangiarti.”
“E’ impossibile signor lupo” rispose tremante l’agnello” sei mesi fa non ero ancora nato.”
Allora sai che c’è?” concluse il lupo “E’ stato tuo padre a parlar male di me.”
Detto ciò, prese l’agnello e se lo mangiò.

La favola di Fedro finisce amaramente in questo modo, senza la morale, senza speranza e senza giustizia, perché il mondo funziona così e bisogna farsene una ragione.
La Bibbia ci propone un episodio simile, quello della vigna di Nabot  (1 Re 21, 1-16). Acab, re di Samaria, voleva impadronirsi della vigna di Tabot e gli offrì un prezzo, ma lui rifiutò. Di fronte alla frustrazione del Re, la moglie Gezebele gli disse: “Non preoccuparti, penserò io a farti avere la vigna gratis.” Detto fatto, organizzò un processo per bestemmia contro Nabot, con giudici e testimoni corrotti: a norma di legge, Nabot venne condannato e lapidato ed il re entrò in possesso della vigna, senza nessun rimorso.

La Bibbia insegna che anche nel regno di Israele, anche nel popolo prediletto da Dio accadono ingiustizie, ci sono lupi che mangiano agnelli senza farsi nessuno scrupolo. Contrariamente a Fedro, però, la Bibbia apre alla speranza: insegna che questi peccati gridano vendetta al cospetto di Dio, e Dio ascolta il grido, anche quando la vittima non ha voce per gridare.
Tanto per dire: ci sono peccati che tutti rimuovono e dimenticano presto perché le vittime sono mute, come l’aborto. Dio però ascolta anche la voce dei muti e non dimentica mai.
Ci sono peccati dove le vittime continuano a gridare tutta la vita, come la pedofilia. In questi casi i lupi continuano a uccidere la vittima mille volte, per farla tacere. Tanto più il Signore ascolta questi, mille volte. Peccati come questi non si rimuovono e finiscono sempre per tornare a galla, come bene insegna Papa Francesco.

E’ opportuno leggere la conclusione della storia:
“Allora il Signore disse a Elia il Tisbita: «Su, recati da Acab, re di Israele; ecco è nella vigna di Nabot, ove è sceso a prenderla in possesso. Gli riferirai: Così dice il Signore: Hai assassinato e ora usurpi! Per questo dice il Signore: Nel punto ove lambirono il sangue di Nabot, i cani lambiranno anche il tuo sangue. Ecco ti farò piombare addosso una sciagura; ti spazzerò via. Sterminerò, nella casa di Acab, ogni maschio, schiavo o libero in Israele.
Riguardo poi a Gezabele il Signore dice: “I cani divoreranno Gezabele nel campo di Izreèl. Quanti della famiglia di Acab moriranno in città li divoreranno i cani; quanti moriranno in campagna li divoreranno gli uccelli dell'aria.”
Parola di Dio.

Io credo che ciascuno di noi dovrebbe sentirsi tremare le vene e le giunture conoscendo il giudizio che il Signore assegna a chi si fa lupo in barba alla sua giustizia. L’analogia con quanto detto balza agli occhi: anche Gesù, “agnello immacolato”, viene ucciso dai prepotenti e dagli ipocriti per il reato di bestemmia, basato su false testimonianze.
Gesù ci invita ad essere miti come lui è mite, per evitare di trasformarci in lupi. Questo anche nelle piccolissime cose, perché ogni comportamento da lupo, seppure minimo, rimane scritto nel nostro libro e grida vendetta davanti al trono di Dio.
La legge dell’amore è l’unica valida per sconfiggere l’ipocrisia dei prepotenti. Per questi rimane sempre aperta la porta del pentimento.



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